Nel mio lavoro, e soprattutto attraverso questo sito, ricevo ogni giorno decine di messaggi. Uomini che giurano devozione eterna, che si dicono ready a tutto, che usano parole altisonanti come “sottomissione totale”. Ma la verità è che il novanta percento di loro sta solo cercando un brivido virtuale a costo zero. C’è un abisso invalicabile tra chi è un vero schiavo e chi è semplicemente un curioso. Il curioso gioca con le parole, cerca l’eccitazione del momento e sparisce quando il gioco si fa reale. Lo schiavo vero, invece, ha un bisogno viscerale di cedere il controllo, riconosce l’autorità e desidera solo trovare la sua collocazione naturale: ai miei piedi sexy.
I segnali per riconoscere un curioso
Il curioso lo riconosci subito, ha un copione fisso che annoierebbe qualunque Mistress esperta. È quello che inizia a scriverti messaggi chilometrici descrivendo le sue fantasie nei minimi dettagli, sperando di ottenere una risposta piccante.
Il curioso vuole essere intrattenuto. Cerca una chat erotica mascherata da BDSM, ma non ha nessuna intenzione di investire tempo, rispetto o risorse per accedere alla mia presenza. Quando gli si chiede di dimostrare la sua serietà o di seguire una regola basilare al di fuori del suo schermo, inventa scuse. La sua sottomissione esiste solo finché ha la mano nei pantaloni; un minuto dopo, torna a essere un uomo qualunque.
La psicologia dello schiavo vero
Per farti capire la differenza, voglio raccontarti una storia reale, quella di un sottomesso che ho chiamato Marco e che ha frequentato la mia stanza per mesi.
Marco mi scrisse la prima volta una mail di tre righe. Nessuna fantasia esplicita, nessun tentativo di fare il fenomeno. Solo una richiesta formale, educata, in cui si metteva a disposizione per capire come potermi servire. La sua vera natura si è palesata alla prima sessione.
- Il valore del silenzio: Entrato nella stanza, non ha parlato finché non sono stata io a interrogarlo. Il curioso di solito parla troppo per nascondere il nervosismo; lo schiavo vero ascolta.
- L’esecuzione degli ordini: Gli ho ordinato di pulire i miei stivali di pelle, un compito umile, ripetitivo e per nulla “eccitante” nel senso classico. Marco lo ha fatto per quaranta minuti con una cura e una dedizione maniacali, senza mai alzare lo sguardo verso di me, cercando solo la perfezione per compiacermi.
- Le sensazioni della sottomissione: Alla fine della sessione, mentre era ancora inginocchiato, ho visto le sue spalle rilassarsi. Per lui, ricevere ordini non era un’umiliazione subita, ma un dono ricevuto: la libertà di non dover decidere nulla, di essere solo uno strumento nelle mie mani.
La linea di demarcazione
La differenza fondamentale sta tutta qui: il curioso usa la figura della Mistress per il proprio piacere egoistico; lo schiavo trova il proprio piacere nel servire la Mistress.
“Il curioso cerca un’emozione; lo schiavo cerca un’identità.”
Se pensi di scrivermi solo per raccontarmi cosa ti piacerebbe fare, risparmia il tuo tempo e il mio: ci sono i forum per questo. Se invece senti che il peso delle tue responsabilità quotidiane ti schiaccia e cerchi una padrona al telefono che sappia guidare la tua mente e pretendere la tua devozione con polso fermo, allora potresti essere nel posto giusto. Ma ricorda, sono io a decidere chi merita di varcare quella soglia.
